Non sorrido, non piango e soprattutto non piagnucolo, non voglio essere e apparire debole, fragile e neppure simpatica: non mi interessa mettere gli altri a loro agio. mostrare tolleranza -per carità- dolcezza,gentilezza, arrendevolezza,modestia.- tutto l’armamentario tradizionale del femminile non mi appartiene, e non voglio che mi appartenga. Mi ripugna. mi ripugnano i buoni, e i buonisti, con tutto il corollario della melassa dei buoni sentimenti.
Io sono aggressiva, ambiziosa, voglio emergere, non voglio solo essere accettata. voglio vincere. E vinco. Perché io sono brava, e gli altri me lo devono riconoscere eventualmente da sudditi, non da padroni che mi sorridono e ai quali sorrido per conquistare la loro simpatia. Io sono brava, e per affermarlo non chiedo permesso, scusi,mi dispiace, a nessuno. Sono brava e basta. E ci credereste? Funziona.
Le donne con le quale solidarizzo -per carità– non foss’altro che per ragioni di schieramento politico, non mi piacciono in quanto donne. Del genere al quale appartengo non condivido le moine, le ipocrisie, le false accondiscendenza, il primato che le donne continuano a dare nella loro vita al privato, all’amore, agli amori, alla maternità.
Non mi piace la continua recita -perché io so che è recita- della modestia, fidati, fidatevi, “ sono come tu mi vuoi” Non mi piace il gioco della seduzione. io non dico “vorrei” ma “voglio”; non chiedo permessi, mi prendo i miei diritti; se punto una cosa non la prendo alla larga, la chiedo direttamente, a brutto muso, ed in genere la ottengo.
Io non sono né ipocrita né modesta. io so che sono intelligente e capace. Mi presento cosi, sicura di quello che sono: prendere o lasciare. Non aspetto che il giudizio su di me venga dagli altri: sono io a stabilire che valgo. Anche nel vestire, non cerco di piacere. gli abiti che scelgo raccontano la mia aggressività, la modernità, la capacità di confrontarmi con gli uomini e con loro pantaloni, alla pari. E gli uomini si confrontano con me alla pari. Potrò magari restare antipatica, però sono rispettata. Forse faccio anche un po’ paura. Non mi dispiace neanche quello
Del resto, io che mi conosco e quindi conosco le donne, l’universo di donne –le madri, le nonne, le sorelle, le zie, le compagne di scuola, le amiche, le colleghe– che sono fuori ma anche dentro di me, so che in fondo non sono diversa e tanto meno peggiore di loro: Sono cattiva almeno quanto loro. Ambiziosa, vogliosa di vincere come loro. La differenza, l’unica, è che io non ho paura di mostralo.
Le altre cercano di conquistare le stesse cose che io voglio per me, sorridendo, invitando il mondo a fidarsi a non avere paura di loro. Io non ho voglia né tempo per le moine: io voglio tutto e subito. e se è necessario –ma anche quando non è necessario– ringhio e mordo per ottenerlo!
Provare per credere. è...Molto Eccitante.
"Cattiva"
Fonte: "Lasciatemi Stare" di Anna Maria Mori
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